QUELLE TAVOLE COLORATE CHE CAVALCANO TRA SCIROCCO E TRAMONTANA

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Di Sergio Costa

Quando si pensa al Salento, l’immaginazione vola subito verso paesaggi baciati dal sole, spiagge cristalline e quel vento che accarezza ogni cosa con la sua voce antica. Ma c’è un altro elemento che, negli ultimi trent’anni, ha iniziato a scrivere la sua storia tra le onde di questa terra: il surf da onda. Proprio così, il surf. Non solo reggae, taranta e tramonti infuocati, ma anche tavole, swell e manovre tra spruzzi e mareggiate. Un po’ come in Un mercoledì da leoni, ma con il dialetto salentino al posto dello slang californiano.

Tutto ha inizio nei primi anni ’90, quando il surf era ancora un concetto esotico per le coste pugliesi. A fare da apripista fu Don Rico, storico membro dei Sud Sound System, il gruppo che ha portato il reggae salentino alla ribalta nazionale e internazionale. Tra una strofa e un live, Don Rico inseguiva le onde del suo mare, sfidando chi pensava: <<qui le onde non ci sono>>.

Ma le onde ci sono eccome. Magari non perfette come quelle dell’oceano, ma modellate dal vento di tramontana e di scirocco, capaci di regalare giornate epiche a chi sa aspettare. Così, quel gesto apparentemente solitario è diventato il seme di un movimento.

Negli anni, sempre più giovani si sono lasciati affascinare dal richiamo del surf, popolando spot come Frigole, Torre Chianca, San Foca, Porto Cesareo, e la stessa Torre dell’Orso, dove in certe giornate si respira davvero aria di Hawaii. Con il tempo, tavole colorate hanno iniziato a invadere le spiagge, e le mute a sventolare accanto agli ombrelloni.

Da passione di nicchia, il surf nel Salento è diventato una realtà consolidata, con una comunità che continua a crescere, a confrontarsi e a formarsi. L’onda lunga dell’entusiasmo ha investito tutto il territorio, portando alla nascita di scuole, eventi e momenti di aggregazione.

Oggi, a testimoniare la maturità di questa cultura, c’è  Carlo Morelli, delegato nazionale della Fissw – Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard – anima attiva e instancabile del surf salentino. Morelli non si limita a promuovere lo sport: lo vive come strumento di inclusione sociale, aggregazione giovanile e crescita personale.

La sua scuola surf è più di un luogo dove si impara a stare in piedi su una tavola: è una casa per chi cerca nel mare un rifugio, un senso, una spinta. Le sue iniziative mirano a coinvolgere ragazzi di ogni età e background, con un occhio di riguardo per chi vive situazioni difficili. Perché il mare è di tutti, e le onde non fanno distinzioni.

Oggi, parlare di Salento significa anche parlare di surf. È un’identità che si costruisce tra la forza degli elementi e la determinazione di chi ci crede. Il sole riscalda, il vento spinge, il mare accoglie e il surf unisce.

In un angolo d’Italia noto per la sua bellezza, sta nascendo qualcosa di più profondo: una cultura che va oltre la tavola, fatta di rispetto per la natura, di comunità, di sogni condivisi. È il Salento che cavalca le onde, con spirito ribelle ed inclusivo. E chissà, magari il prossimo “mercoledì da leoni” sarà tutto italiano. Con il suono del reggae in sottofondo e il profumo del mare salentino nell’aria.