Charlie Abel: «In Puglia il mio matrimonio scozzese»

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Sono passati quasi trent’anni da quando ho visitato per la prima volta il Salento. È diventato ormai una seconda casa per me,  un posto dove amo stare. Arrivai a Lecce con la mia ragazza Barbara (oggi mia moglie), che allora studiava a Dundee (Scozia).  Suo padre venne a prenderci alla stazione ferroviaria di Lecce. Era agosto e non sapevo come vestirmi per affrontare il caldo.

Quella sera, percorrendo le stradine strette e contorte su una Mitsubishi monovolume, incontrando un sacco di traffico proveniente da ogni direzione possibile, passando davanti a un antico anfiteatro, mi sembrò di vivere  una scena tratta da un film di Indiana Jones. C’era tanta attività, tanta gente, tanti negozi che vendevano di tutto, alberi di  palme… Lecce di notte era viva. La pietra del centro storico, la famosa “pietra leccese”, sussurrava voci nel profondo della mia mente, raccontava storie su ciò che aveva visto. Ancora oggi, se ti fermi un attimo e ti lasci avvolgere, puoi quasi sentirle e immaginarle.

Arrivammo nella casa di famiglia e ricordo di aver incontrato  per la prima volta la “Nonna”. Mi era stata presentata come Nonna e io dissi: “piacere di conoscerti, Nonna”. Lei fu molto felice che l’avessi chiamata così fin dal primo incontro. Pensava fosse un segno. In un certo senso lo era.

“Mangia Charlie” fu la seconda frase che imparai in Italia, stando a Lecce. Il cibo è una grande differenza culturale tra l’Italia e il Regno Unito. Penso che il mondo intero potrebbe imparare dagli italiani come mangiare, come godersi il cibo in famiglia. Il cibo in Puglia è di qualità altissima, così come i valori familiari che tengono unite le persone, sedute intorno a un tavolo. Cucinare significa mostrare apprezzamento reciproco; le ricette di famiglia possono variare, ma il motivo per cui si sta insieme per mangiare, passare del tempo e parlare, è universale. Sin dalla mia prima visita  nel Salento le  sere d’estate si è sempre  cenato  sulla terrazza di famiglia e la famiglia è grande. Alcune sere è possibile che ci siano anche venti o trenta persone. Ed è qualcosa di meraviglioso.

Tutte le volte che torniamo a Lecce Barbara mi fa incontrare i suoi amici. Andiamo in spiaggia o sugli scogli a fare il bagno, dipendendo da dove tira il vento. Trent’anni fa, quando arrivai per la prima volta, ero di solito la persona più bianca sulla spiaggia. Nei primi giorni dicevano di me “mozzarella man” o altre, simili,  battute scherzose. A fine giornata però mi chiamavano “aragosta”, perché mi scottavo subito al sole. Mi sentivo a disagio sulla spiaggia perché non ero abituato a stare sdraiato al sole come fanno gli italiani, ma piano piano mi sono acclimatato e oggi, molti anni dopo, trovo che sia molto rilassante.

Barbara mi ha fatto conoscere anche la musica della pizzica visitando i paesini intorno a Lecce. Una tradizione popolare e una cultura che vive ancora oggi nel cuore del Salento. Si organizzano concerti all’aperto, nelle piazze, la gente mangia, beve e balla le danze ipnotiche della pizzica, guidate dal tamburello che, con il suo ritmo, rappresenta il cuore che pompa il sangue portando il veleno in circolo dopo il morso di un ragno che fa impazzire una donna. Anche se non sono mai stato un grande ballerino, mi diverto molto a provarci. I canti della pizzica sono struggenti e bellissimi, voci e storie del passato che ti intimano di non dimenticarle. Il “morso del ragno” e la danza sono come un corteggiamento tra un uomo che fa gesti simili alle chele di uno scorpione e una donna impazzita che danza con passione. È affascinante assistervi quando avviene spontaneamente in strada, tra la gente del posto.

È stato nel Salento che ho imparato ad apprezzare davvero il vino e il vero caffè. Il caffè Quarta di Lecce è uno dei preferiti della nostra famiglia e cerchiamo sempre di portarne un po’ a casa. Ad agosto a Lecce c’è anche una bellissima festa del vino: la “Notte delle Stelle”, dove si compra un bicchiere vuoto e si gira per il centro degustando i vini dei tanti produttori presenti. Siamo andati spesso in gruppo con tutti i cugini, assaggiando tanti vini locali in un’atmosfera splendida. Alla fine eravamo tutti un po’ allegri.

Nell’agosto 2003 io e Barbara ci sposammo nel Duomo di Lecce. Vennero tanti amici e parenti dalla Scozia. Gli scozzesi, vestiti con il kilt, invasero Lecce per una settimana di festeggiamenti. Il kilt è l’abito tradizionale scozzese da cerimonia, fatto con cinque metri di lana, indossato con calzettoni di lana molto spessi, camicia e giacca. Non era certo pensato per i 40 gradi che c’erano il giorno del nostro matrimonio! Fuori dalla chiesa la gente era incuriosita dagli uomini in kilt e tanti sconosciuti ci scattarono foto, come se fossimo delle star del cinema.

Gli scozzesi amano bere e naturalmente il caldo li rese assetati, così si dedicarono alla birra ghiacciata. I nostri amici leccesi  li fecero sentire subito a casa e gli scozzesi si innamorarono della cultura locale. Si ritrovavano ogni pomeriggio a bere birra sempre nello stesso bar, il “caffè Prato”, a due passi dalla casa della famiglia di Barbara. Quando il proprietario andava a fare la siesta, lasciava loro le chiavi per chiudere, nel caso decidevano di andare via prima del suo rientro. Peccato che ormai quel caffè in Piazza Castromediano non ci sia più!

Il tempo vola. Non sembra, ma è passato quasi un quarto di secolo dal nostro matrimonio. È stato prima degli smartphone e le riprese che abbiamo furono fatte con videocamere che solo pochi ospiti avevano. Ho registrato un video con la musica da me composta dedicato a Barbara per ricordare quei momenti. L’ho chiamato “Italian Memories” ed è disponibile online (https://youtu.be/I1iYCXETHUc). Ho anche registrato alcuni video su YouTube dove suono brani tradizionali scozzesi con la fisarmonica nella casa di famiglia a Lecce, un antico edificio fatto con la splendida pietra leccese (https://youtu.be/agyVzWLp0l0).

 Amare il Salento non è difficile e non solo per il clima. La storia, le persone, il cibo e la cultura che si uniscono come una famiglia hanno un’attrazione potente che ti cattura e una dolce forza che ti avvolge. È impossibile non innamorarsene.