“La musica è il mio tutto”. Il racconto appassionato di un pianista in concerto dall’età di 4 anni
Mi chiamo Francesco Marra, ho tredici anni e suono il pianoforte. Non ricordo un momento della mia vita senza musica.
La passione è nata molto presto con la batteria (mio papà è un batterista) e l’ascolto di tantissimi dischi. Rock, prog, jazz, classica, ho i miei miti, ma ascolto di tutto, suono quel che mi piace e amo andare ai concerti.
A quattro anni ho “scoperto” il pianoforte, da allora non me ne sono più separato. Amo i vinili, fare tardi a suonare, comporre nella mia stanza o nello studio di papà. Ho il chiodo fisso delle tastiere: il fondo Hammond è aperto da tempo.
“La musica è sempre stata il mio gioco preferito”.
Da piccolo giocavo a fare la rockstar davanti alla tv mentre Roger Waters imbracciava il basso e buttava giù tutto. “The Wall”, “The dark side of the moon”, direi l’intera discografia dei Pink Floyd ha segnato la mia infanzia. E con loro i Genesis e tanti altri mostri sacri di vari generi.
Sono cresciuto in mezzo ai musicisti, seguire papà nei concerti era la mia ossessione, finivo per addormentarmi nelle custodie dei suoi tamburi… Così ho iniziato a studiare musica molto presto, continuo a farlo e penso che non smetterò mai.
“Da grande vorrei suonare tutto”.

Le orchestre mi hanno sempre affascinato e la musica classica, a un certo punto del mio percorso, è stata come un richiamo fortissimo. Qualche anno fa ho avuto l’onore di suonare il Concerto n.1 di Beethoven con una grande orchestra diretta dal mio Maestro, Pasquale Iannone. Nel castello di Barletta, bellissimo. Un’emozione pazzesca. Beethoven è potente, passionale, profondo, l’ho amato subito. I mesi di studio, le prove, la tensione e le risate, ricordo ogni singolo momento di quella esperienza. Anche l’ultimo recital, nel piccolo teatro di Arnesano, mi ha regalato emozioni fortissime. Per il bis ero circondato dai bambini, è stato bellissimo.
“Chissà che vita…?”
Faccio una vita normale, come chiunque abbia una passione grande come la mia. Vado a scuola e in palestra (adoro il tennis, ma non sempre riesco a praticarlo), esco con gli amici, gioco, studio e seguo le lezioni al Conservatorio di Bari. I concerti e i concorsi sono un po’ come le partite di campionato o una gara importante per uno sportivo. Ci si prepara e si va… Impegnativo? Sicuramente. Sacrifici e rinunce? Sono necessari, ma ne vale sempre la pena.
“La musica è il mio tutto”.
Nella top five di ciò che la musica mi regala, al primo posto c’è l’emozione viscerale: un’adrenalina potente, come una corrente che non si spegne.
Al secondo posto, gli incontri. Grazie alla musica ho conosciuto davvero tante persone speciali, musicisti e non solo. Ho mosso i primi passi sul piano e le tastiere con Giovanni Marzo, poi mi sono avvicinato alla classica con i maestri Maria Pina Solazzo e Vincenzo Rana che portano avanti un progetto straordinario ad Arnesano, l’Orchestra giovanile Sma. Grazie a loro ho conosciuto il maestro Iannone, che è diventato la mia guida.
Tornando alla mia top five, al terzo posto ci sono i viaggi. Che sia per un concerto o un concorso, la musica mi fa viaggiare e scoprire posti nuovi sin da quando ero piccolissimo. Premetto: sono un appassionato di Storia e di storie (“culacchi” compresi, direbbero i miei), non solo in ambito musicale. Barbero e Cazzullo li ascolterei a tutte le ore del giorno!
Al quarto posto, la memoria. Studiare musica ha sviluppato in me capacità che nemmeno sapevo di poter avere! Non è solo ricordare note e partiture: è allenare la concentrazione, imparare a controllarsi, a non mollare…
Per concludere, la musica è la mia valvola di sfogo. È il mio rifugio. Io non suono solo quando studio, anzi… Suono quando sono felice, arrabbiato oppure quando voglio starmene in santa pace. Perché la musica è il mio primo pensiero, ogni giorno, e davvero non potrei mai farne a meno.

