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domenica, Maggio 19, 2024

Dott. Stefano Giacomini – Ortopedico

Il Dott. Stefano Giacomini, originario di Rimini, si è laureato a Bologna e si è specializzato presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli, dove si è formato lavorando prevalentemente per la cura delle patologie del rachide e della scoliosi in particolare. Dal 2001 è membro del GIS (Gruppo Italiano Scoliosi). Ricercatore presso il Mount Sinai Hospital di New York.

Addirittura un’intera giornata scientifica dedicata alla postura?

È un tema molto dibattuto con luci ed ombre sul quale è necessario fare chiarezza affrontandolo sotto vari punti di vista. Un team di specialisti multidisciplinare cercherà di chiarire, anche confrontandosi, tematiche ancora oscure e spesso contraddittorie.

Cosa vede in particolare come punto critico?

Direi il punto di partenza: la mancata distinzione tra l’alterazione posturale e l’asimmetria anatomica scoliotica. Sono 2 situazioni eventualmente sovrapponibili ma con origini diverse ed altrettanto diverso trattamento. Pensiamo al classico tavolino da bar che dondola: bisogna valutare se si appoggia su di un piano inclinato o disassato, oppure se ha una gamba più corta.

Quali sono le proposte migliori presenti oggi per il trattamento della malpostura?

Le proposte migliori sono quelle confermate scientificamente, dedicate al singolo paziente sul quale bisogna personalizzare il trattamento tenendo conto della possibilità di concause. Il suggerimento è quello di non assolutizzare una singola terapia come unica soluzione.

Che cosa rappresenta per lei il tema scoliosi?

Direi che ne ho fatto il cardine della mia professione, sia come trattamento conservativo che chirurgico. È un argomento molto stimolante poiché ancora poco noto e con possibilità notevole di evoluzione, soprattutto nel trattamento conservativo ortesico.

Il busto ortopedico rimane quindi la principale arma per il trattamento della scoliosi?

No, il busto è uno strumento, come la chirurgia e la fisioterapia. L’arma vincente rimane la prevenzione (come indicavano gli antichi: praevisio, vedere prima che accada): uno studio attento, su larga scala, dei soggetti in accrescimento, in particolare con famigliarità positiva per scoliosi; un rapporto diretto e continuativo con il pediatra, una tutela dei genitori nella scelta delle proposte terapeutiche più adeguate per ogni singolo caso.

A proposito di ortesi, rumors scientifici parlano di un suo progetto per busti ortopedici innovativi.

Stiamo creando una start up per la creazione di un busto ortopedico per scoliosi innovativo, in linea, finalmente, con la tecnologia disponibile ai giorni d’oggi che andrà ad aggiornare un sistema vetusto e fermo da ormai più di 50 anni.

Ci può dare qualche anticipazione?

Sarà un busto “dinamico” a spinte pneumatiche personalizzate, sensorizzate, controllabili anche da remoto e variabili in base alla postura, per esempio durante l’utilizzo diurno o notturno.

Rimanendo in ambito scoliosi, in che cosa consiste il suo protocollo pediatrico?

È un semplice schema a punti da me ideato, dedicato ai pediatri e a tutti i clinici che si approcciano in ambulatorio con una sospetta scoliosi. un sistema utile per uniformare il primo trattamento dei pazienti, per esempio, facilitando la scelta di richiesta o meno di rx o di eventuale invio allo specialista. Sta riscontrando un discreto interesse tanto che ha ottenuto il patrocinio GIS (Gruppo Italiano Scoliosi).

A cura di Gioia Catamo

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