Il lungo viaggio attraverso paesaggi diversi e affascinanti

Di Paolo Sansò
Il paesaggio costiero pugliese è uno degli elementi geografico-fisici di maggiore pregio dal punto di vista scenico e naturalistico della regione. La bellezza dell’ambiente costiero e l’elevata qualità delle acque di balneazione richiamano, infatti, sempre più turisti dall’Italia e dall’estero.
Lungo il perimetro costiero pugliese si alternano tratti con differente morfologia raggruppabili schematicamente in quattro gruppi: falesie, coste rocciose digradanti, piane costiere e spiagge. Le falesie costituiscono alcuni dei paesaggi costieri più suggestivi della Puglia come, ad esempio, la costa orientale del Promontorio del Gargano. Qui le falesie risultano intagliate su rocce dal caratteristico colore bianco facilmente erodibili dal moto ondoso. Il risultato dell’erosione costiera è il modellamento di una serie di grotte costiere più o meno profonde, di archi costieri e faraglioni e da piccole insenature che ospitano delle bellissime spiagge sabbioso-ciottolose. Altri tratti costieri a falesia si rilevano tra Barletta e Monopoli e ancora più a sud lungo il litorale a nord e a sud di Brindisi. Paesaggi costieri molto suggestivi caratterizzato da falesie si rilevano anche nel Salento leccese, tra Roca ed Otranto e nei dintorni di Santa Cesarea Terme.
La morfologia prevalente della costa pugliese è quella delle coste rocciose digradanti. Esse sono molto diffuse sulla costa ionica pugliese e risultano molti interessanti perché conservano gli effetti di maremoto avvenuti in epoca storica lungo le coste della regione pugliesi. Recenti ricerche hanno infatti messo in evidenza lungo questi particolari tratti costieri la presenza di accumuli di blocchi di grandi dimensioni a poca distanza dalla linea di riva. I blocchi, provenienti sia dalla parte emersa che sommersa della costa, si presentano spesso embricati, disposti in linea o a formare dei veri propri cordoni. Lo studio degli accumuli e la datazione delle bio concrezioni presenti su alcuni blocchi hanno permesso di individuare una serie di eventi di maremoto verificatisi negli ultimi 500 anni lungo le coste pugliesi.
Rientra in questo gruppo il tratto di costa esteso tra Otranto e Leuca rappresentato da un ripido versante che si estende da circa 120 metri di quota fino a 50 metri al di sotto del livello del mare. La stabilità tettonica dell’area ha permesso lo sviluppo di numerose grotte costiere come Grotta Romanelli e Grotta del Diavolo (solo per citare due esempi), i cui riempimenti di natura sia continentale che marina permettono di ricostruire l’evoluzione geomorfologica di quest’area costiera nelle ultime centinaia di migliaia di anni in risposta alle variazioni climatiche e del livello del mare.
Le piane costiere pugliesi si rilevano tra il Promontorio del Gargano e il Fiume Saccione, limite territoriale fra la Puglia e il Molise, e ben più a meridione, ad ovest di Taranto, sino alla foce del fiume Bradano. La prima è formata dall’accumulo dei sedimenti recapitati in Mare Adriatico dai fiumi del versante orientale dell’Appennino che, arrestati nella loro deriva verso sud da Punta delle Pietre Nere e dalla punta di Torre Mileto, chiudono con lunghi cordoni costieri i Laghi di Lesina e Varano. Ad ovest di Taranto si stende, invece, la grande piana costiera che si chiude ad arco alle pendici degli Appennini oltre Nova Siri, ormai in Calabria.

Spiagge molto estese caratterizzano l’area della foce del Fortore, il litorale tra Manfredonia e Barletta e quello dell’area di Metaponto. Nella prima località, la presenza delle spiagge è legata alla evoluzione del delta cuspidato del Fiume Fortore mentre le spiagge presenti tra Manfredonia e Barletta devono la loro esistenza agli apporti sedimentari del fiume Ofanto e di altri corsi d’acqua minori: Carapelle, Candelaro e Cervaro. Lungo il perimetro costiero della penisola salentina sono presenti numerose spiagge di limitata estensione ospitate all’interno delle maggiori insenature. Le spiagge poste nei dintorni di Metaponto appartengono ad una ampia unità fisiografica allungata per 90 km lungo il Golfo di Taranto che riceve i sedimenti trasportati dai fiumi Bradano, Basento, Sinni e Agri.
Per completare la descrizione della costa pugliese è fondamentale citare i cordoni dunari che si sono sviluppati al bordo interno delle principali spiagge negli ultimi 2500 anni la cui formazione è geneticamente legata alle principali fasi di attività dei corsi d’acqua pugliesi e lucani.
La costa pugliese offre dunque al visitatore attento una serie di paesaggi che hanno caratteristiche diverse ma tutti capaci di suscitare emozione ed interesse, e che attendono solo di essere scoperti.

