MEDICI IN TRINCEA, ECCO IL “TRAUMA CENTER”

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Si chiama Trauma Center, ed è un altro tassello per portare la sanità pugliese verso standard di qualità che non hanno più nulla da invidiare al nord Italia. Si trova al Dea del “Vito Fazzi” di Lecce, e nel corso dei suoi primi 120 giorni di attività ha salvato 150 pazienti. A guidarlo, la dottoressa Marianna Madia

  • Dottoressa, il cuore pulsante del Trauma Center sono le due shock room. Ci spiega di cosa si tratta?

«Le due Shock Room, situate nella piastra di emergenza (DEA) dell’Ospedale Vito Fazzi, non sono altro che un luogo fisico collocato al centro del Pronto Soccorso (Piano zero del DEA), vicino all’ingresso delle ambulanze, con accesso diretto da parte del 118 e poste immediatamente accanto alle sale Radiologiche ed Angiografiche. Esse sono munite delle più avanzate tecnologie in tale ambito; rappresentano un luogo dedicato al trattamento esclusivo del Trauma Maggiore, ovvero di quel complesso quadro clinico caratterizzato da lesioni spesso multiple ed evolutive, che pongono il paziente ad immediato o potenziale rischio di vita».

  • Un’equipe multidisciplinare che si coordina in che modo concretamente?

«Il Trauma Center opera in sinergia con Seus 118, Pronto Soccorso, Rianimatore presente in Shock Room, Servizio di Radiologia, Neuro-Radiologia e di Radiologia Interventistica, Centro Trasfusionale e tutte le Chirurgie Specialistiche coinvolte nel trattamento di questa tipologia di paziente.

Nel concreto il Personale del 118 identifica sul territorio i pazienti vittime di Traumi Maggiori sulla base dei Criteri ACS-COT (2021), universalmente riconosciuti come validi ed adottati dalla Regione Puglia come criteri di centralizzazione per il Trauma Maggiore.

La Centrale 118 pre-allerta telefonicamente, su linea dedicata, il Medico del Trauma Team (medico della Rianimazione) del P.O. Vito Fazzi e lo mette in contatto con il medico dell’equipe di soccorso 118 presente sul territorio, in modo da comunicare i dati significativi, di contenuto clinico/dinamico, secondo una procedura rigorosa e standardizzata (ATMISTT).

Tale fase di Allertamento del Trauma center, non è altro chela fase che precede l’arrivo del traumatizzato in Shock Room. Essa è fondamentale per un corretto approccio al paziente, in quanto permette l’ottimizzazione dei tempi di soccorso. Il Medico Rianimatore del Trauma Center, ricevuto l’alert dal 118, attiva il Trauma Team, consentendo l’immediato raggiungimento dell’area di emergenza da parte di tutti i componenti dell’equipe, al fine di fornire al paziente le competenze necessarie a trattare efficacemente le lesioni potenzialmente letali ed assicurare in tempi rapidi l’iter diagnostico – terapeutico più idoneo.

La responsabilità del processo di attivazione è assunta dal medico rianimatore del Trauma Center che attiva il team, riferisce le informazioni ricevute, comunica il materiale da preparare e predispone le azioni successive in base ai rispettivi ruoli.

Il Trauma Team è un gruppo operativo professionale multidisciplinare che si occupa dell’assistenza ai pazienti politraumatizzati che giungono in Shock Room, condividendo la pianificazione e la responsabilità dei trattamenti diagnostici – terapeutici – assistenziali attraverso la corretta applicazione delle linee guida, delle procedure e dei protocolli, preventivamente concordati».

  • Quali sono le situazioni di emergenza-urgenza che affrontate più frequentemente?

«Nelle due Shock Room il personale Medico ed Infermieristico del Team presta servizio nella gestione di tutte le Emergenze Trauma che giungono al DEA in Codice Rosso e gestisce altresì le emergenze intraospedaliere per le quali è richiesto l’intervento del Rianimatore; ovvero interviene nel trattamento di tutti quei pazienti le cui funzioni vitali sono profondamente alterate e, dunque, nel trattamento di tutti quei pazienti che riportano lesioni e/o affezioni che li pongono ad immediato o potenziale rischio di vita»

  • E quelle più delicate e rischiose?

«È difficile definire quali siano in realtà le situazioni più delicate o più rischiose. Mi verrebbe da dire “tutte” se consideriamo l’ambito in cui svolgiamo il nostro lavoro e la tipologia di pazienti con cui siamo chiamati ad interfacciarci. Ogni paziente “grave ed instabile” (dal punto di vista delle funzioni vitali), che giunge alla nostra attenzione, riceve da parte nostra il massimo dell’impegno, della serietà e della professionalità. Tuttavia, se dovessimo dare un’idea di una situazione “più delicata”, direi che trattare un giovane o un bambino, vittima di Trauma Maggiore, è sicuramente più impegnativo ed emotivamente più impattante».

  • Come si fa un lavoro come quello del medico in trincea?

«Non è facile certamente. Richiede tanto impegno e soprattutto tanta passione per ciò che si fa. L’emergenza è per sua stessa definizione imprevedibile, sia nei tempi che nei modi. Esistono Protocolli e Linee Guida che aiutano nel gestire tali situazioni e definiscono il migliore approccio da tenere per ogni tipo di Emergenza. Pertanto, occorre un allenamento continuo ed un costante lavoro di aggiornamento e formazione per poter offrire all’utenza il massimo della propria professionalità. E per far questo, come dicevo, è necessario essere “appassionati” del proprio lavoro. In un mondo in cui alcune Specialità Mediche (quelle afferenti appunto all’Area dell’Emergenza) non sono più attrattive, per svariati motivi, trovare chi ancora coltiva questa passione e dedizione al prossimo è come trovare un tesoro. Ed io ho avuto la fortuna di trovare questo “tesoro” in ogni membro dell’Equipe Multidisciplinare che partecipa con me al Progetto Trauma Center!»

  • Diamo un po’ di numeri di questo progetto?

«Il 3 Novembre 2025 è stata avviata la Fase Sperimentale del Progetto Trauma Center nel Vito Fazzi di Lecce. Dal 3 Novembre 2025 al 22 Maggio 2026 il Trauma Center ha gestito 314 traumi maggiori con tempi di intervento inferiori agli standard internazionali e risultati clinici incoraggianti. Un risultato reso possibile anche dalla centralizzazione dei pazienti e dalla stretta collaborazione tra 118, pronto soccorso, rianimazione, radiologia, neuroradiologia e reparti chirurgici.

In particolare:

  • Durante tutto il periodo osservato nell’ 81% DEI CASI il tempo di Shock Room è stato inferiore o uguale ai 20 min;
  • Dal 06/12/2025 (ovvero dopo 30 gg di attivazione) si è assistito ad un ulteriore miglioramento, ovvero, nel 65%dei casi osservati il tempo di Shock Room è stato inferiore o uguale ai 15 min
  • Il tempo impiegato per la Diagnostica nell’ 80% DEI CASI è stato inferiore o uguale ai 30 minuti, attestandosi intorno ai 20 minuti di media. Anche questo dato è stato possibile grazie al processo di anticipazione che ha permesso di avvisare per tempo il Radiologo (membro del Trauma Team) e far sì che la Sala Tac risultasse allarmata e libera, pronta per accogliere il Trauma. Anch’esso ha subito un miglioramento dopo i primi 30 gg di attivazione.
  • Il tempo intercorso fra la chiamata del 118 per il pre-alert del trauma Center e l’arrivo del paziente presso il trauma Center stesso è stato inferiore/uguale a 35 min nell’85% dei casi (in linea con i dati Nazionali)
  • Sul totale dei Traumi giunti presso la Shock Room, 250 pazienti sono risultati esser traumi maggiori a fine bilancio lesionale; su questo numero il 27% dei pazienti (69 paz) è stato ricoverato in rianimazione.
  • La mortalità totale, dei pazienti Trauma Maggiore ricoverati presso la Rianimazione, è stata di 7 pazienti, ovvero il 10% del totale dei ricoverati. Inoltre, in particolare, la mortalità a 24 h (indicatore della corretta gestione in acuto di tale patologia tempo dipendente) è stata di 4 pazienti su 7, ovvero del 6% sul totale dei Traumi Maggiori ricoverati presso la Rianimazione, ampiamente in linea con i migliori dati Nazionali.»