- Assessore Donato Pentassuglia, la salute degli italiani è sempre più esigente. L’invecchiamento della popolazione richiede sempre più attenzioni e maggior numero di visite, interventi, maggior quantità di farmaci. Quale è la situazione in Puglia?
«L’invecchiamento della popolazione è un tema che riguarda tutte le regioni e quindi anche la Puglia. Sulla Puglia impatta oltremodo non solo per le maggiori prestazioni e per l’uso dei farmaci, ma anche per il depopolamento per lo più di giovani che vanno via e per le minori nascite.
Su questo tema, unito agli stili di vita, tutto il sistema delle regioni in Italia deve essere aiutato per rispondere compiutamente e correttamente alla presa in carico delle persone anziane».
- L’impegno della attuale Amministrazione Regionale sta producendo qualche effetto. Ma c’è ancora tanto da fare. Che cosa prima di tutto?
«Intanto va qualificata la spesa senza più parcellizzarla con un rilancio della corresponsabilizzazione di tutti gli attori del sistema (dal cittadino a tutti coloro i quali sono impegnati nel sistema complesso della salute). La sfida è culturale, costante e quotidiana e tiene dentro il sistema Universitario . Va recuperato un disequilibrio ormai storico del riparto del Fondo sanitario nazionale. La competizione deve vedere applicati equità e giustizia sociale».
- I “viaggi della speranza” sono spesso legati ad una insufficiente risposta in loco. Ma spesso gli ospedali eccellenti delle realtà del Nord che attraggono i nostri pazienti sono diretti da eccellenti Professionisti pugliesi (si allegano recenti interviste comparse sulla Gazzetta del Mezzogiorno). Perché non coinvolgerli per soddisfare le necessità dei pazienti pugliesi in Puglia e allo stesso tempo rendere attrattiva la nostra Regione, invertendo il flusso dei pazienti da Nord a Sud e promuovendo così il nostro territorio?
«Su questo argomento vanno distinti i viaggi per alta complessità da quelli a bassa complessità. Ho messo in campo il tema degli accordi tra Regioni perché è giusto far avere qui in Puglia le risorse e reinvestire l’enorme dato recuperabile di mobilità passiva; questo, tenendo però in linea i dati e la operatività delle strutture pubbliche e rivedendo i tetti di spesa che sono fermi da quindici anni sul privato accreditato che potrebbe ricontrattualizzare e fornire pacchetti di prestazioni. I temi sono complessi. Tuttavia non bisogna dimenticare che ogni cittadino è libero di curarsi dove vuole».
- Esiste da anni un Progetto che promuove “Salute e Turismo” in Puglia e la nostra rivista In Puglia Tutto l’Anno ne è portabandiera. Si può fare di più?
«Si può sempre fare di più e migliorare. Il tema è unire la salute, i cibi salutistici, l’impatto nutraceutico ai corretti stili di vita e alla prevenzione che fanno recuperare una promozione a tutto tondo del nostro turismo, delle nostre bellezze, del mare e di quella mobilità lenta e sostenibile con i suoi percorsi esperenziali e sensoriali. Possiamo ampliare l’offerta con la collaborazione di tutti i soggetti interessati».

