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domenica, Maggio 19, 2024

Daniela Fusco (Salute e Turismo nel Salento)

Daniela Fusco

Nata a Galatina (LE) e Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Bologna. Specializzata in Medicina Fisica e Riabilitazione presso l’Università degli Studi di Bardi. Medico di Medicina Generale a Lecce. Docente e Coordinatore nel Corso di Formazione in Medicina Generale presso OMCEO di Lecce. Consigliere dell’Ordine dei medici di Lecce e Responsabile della Commissione Ordinistica “Pari Opportunità e Medicina di Genere”


 

  1. I suoi impegni professionali sono immensi. Essere donna l’ha mai penalizzata?

«Per quanto attiene questa domanda mi sento di rispondere sì, soprattutto quando ero più giovane con figli piccoli. Innanzitutto da subito i pazienti tendevano a chiamarmi “signora o signorina non so”, mentre chiamavano “dottore” anche l’infermiere o l’OSS e anche gli stessi colleghi all’inizio non mi hanno trattata alla “pari”. La sensazione è sempre stata quella di dover dimostrare 100 per avere un riconoscimento di 10.

Inoltre la condizione di donna (e io sono stata molto fortunata perché aiutata da mia madre) mi ha portata a rinviare di anni alcune scelte di crescita professionale per non sottrarre ulteriore tempo ai miei figli.

Ma comunque anche ora è notevole la differenza con i colleghi uomini che hanno minor carico circa l’andamento familiare e di conseguenza più tempo da dedicare al lavoro, aggiornamento e anche al meritato svago e riposo».



  1. Quale consiglio darebbe alle ragazze desiderose di intraprendere gli studi per diventare Medico?

Per quanto attiene questa seconda domanda io consiglierei alle giovani donne che aspirano a diventare medico che devono avere tanta passione e spirito di sacrificio perché la strada è dura e il mondo del lavoro, nonostante noi donne abbiamo superato per numero i colleghi uomini, è ancora tagliato su misura maschile (orari, impostazione del lavoro, ecc.). Comunque molto dipenderà da loro perché se saranno capaci di farsi strada e di fare “squadra” potranno riorganizzare la professione in maniera tale che sia più conciliabile con una soddisfacente vita familiare e privata.


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