La forte presenza di cinghiali e maiali inselvatichiti preoccupava per il rischio di danni a flora e fauna della Riserva
Di Giuseppe De Matteis (resp Riserva Le Cesine)
Come si evince dal recente studio “Restoring balance: the role of the wolf (Canis lupus) in mitigating the impact of wild boar-pig hybrids (Sus scrofa) in Salento (Apulia, Italy)”, l’arrivo a Le Cesine del lupo e la successiva crescita della presenza e popolazione ha impattato in maniera decisiva sulla popolazione di suidi che popolavano la Riserva. Dalle prime osservazioni di esemplari solitari del 2016 si è passati a crescite esponenziali che hanno raggiunto le massime presenze nel 2019. Dal 2020, che coincide con l’anno della prima osservazione del lupo nella riserva, la popolazione di suidi è calata progressivamente sino a raggiungere i numeri odierni confrontabili con quelli del 2016. Siamo passati da circa un centinaio di suidi a meno di una decina. Se, sicuramente, altri fattori hanno influenzato la diminuzione del numero di suidi nell’area, i dati approfonditi che derivano da ulteriori studi sulla popolazione del lupo ci confermano che la presenza del grande predatore ha certamente avuto un ruolo fondamentale nel contenimento della specie Sus scrofa. Tale risultato ha giovato all’intero “Ecosistema Cesine” che si avvia ad un riequilibrio ecologico.

