Il progetto scientifico punta a creare una convivenza armoniosa tra il predatore e la popolazione

di Francesco Cozzoli e Francesco De Leo,
biologi CNR-IRET e responsabili scientifici Hic Sunt Lupi.
Il ritorno del lupo ha un impatto significativo anche sul piano culturale. Per generazioni, la presenza di grandi predatori in Puglia era soltanto un ricordo mitico, presente nella letteratura, nei racconti popolari e nelle leggende. La ricomparsa reale del lupo può generare un trauma culturale, poiché sfida la percezione di sicurezza e controllo sull’ambiente. Le comunità rurali, abituate a un paesaggio senza grandi predatori, si confrontano ora con la necessità di adattare pratiche agricole consolidate e di ripensare la propria relazione con la natura. Prova ne sono le predazioni su animali di affezione registrate negli ultimi anni, la stragrande maggioranza delle quali evitabile adottando cautele minime. Un approccio di difesa e gestione più strutturato va intrapreso dalle aziende zootecniche locali, che in questo possono essere supportate dalla disponibilità di fondi pubblici, sia regionali sia comunitari.
In questo senso il nostro progetto, oltre a decine di incontri sul territorio, ha dotato di cartellonistica tutte le aree parco della provincia di Lecce e stampato centinaia di manifesti con linee guida e regole di comportamento, messi a disposizione di amministrazioni comunali e associazioni. Perché la corretta e tempestiva informazione è fondamentale quando si palesa nuovamente un grande predatore sul territorio.
Al di là delle (evitabili) criticità gestionali, va considerato il forte valore simbolico del lupo. In molte culture è associato a forza, libertà, resilienza e capacità di adattamento. In un Salento il cui paesaggio rurale è stato devastato dall’epidemia di xylella fastidiosa, il ritorno del lupo può rappresentare un emblema di identità territoriale, rafforzando il legame delle comunità con l’ambiente naturale circostante. La sua presenza agisce, inoltre, come una vera e propria sentinella sul territorio: la comparsa dei lupi evidenzia indirettamente situazioni di gestione insufficiente del bestiame o degli animali domestici, pratiche di macellazione clandestina o cattiva gestione dei rifiuti, ponendo sotto i riflettori criticità che altrimenti resterebbero invisibili. Questo valore simbolico e di sorveglianza diventa uno strumento per promuovere la conservazione, sensibilizzare la popolazione e incoraggiare una convivenza armoniosa tra uomo e natura.
La gestione della presenza dei lupi richiede un equilibrio tra sicurezza, conservazione e attività umane. Progetti scientifici come “Hic Sunt Lupi” continuano a fornire dati essenziali sul comportamento, la dieta e la genetica dei lupi. Queste informazioni supportano strategie di coesistenza basate su pratiche preventive, come la recinzione dei greggi, la sorveglianza delle aree agricole e la partecipazione attiva delle comunità locali. L’obiettivo non è solo tutelare il predatore, ma permettere agli esseri umani di vivere in un territorio dove natura e società interagiscono in modo equilibrato. Con la giusta combinazione di monitoraggio scientifico, gestione sostenibile e sensibilizzazione culturale, il lupo può tornare a svolgere il suo ruolo ecologico, contribuendo a rendere il Salento un territorio più equilibrato, resiliente e ricco di vita selvaggia.
NOTA AL TERMINE (Il progetto di studio e monitoraggio del lupo in Salento è guidato dal CNR-IRET insieme a Regione Puglia e Sapienza Università di Roma)

