La Puglia che ci manca. In Brianza la Puglia sulla tavola di Franco

0
25

Mi chiamo Franco Colona. Vivo in Brianza da quasi 49 anni, 35 dei quali trascorsi come docente di scuola media inferiore. Col passare del tempo, la Puglia e il Salento hanno cominciato a fare capolino nella memoria,  e la nostalgia accompagna le mie giornate: gli amici e i familiari lontani,  la tomba del mio indimenticabile educatore don Tonino Bello, il mare, la litoranea Otranto – Santa Maria di Leuca, con le usuali soste a Tricase Porto e Novaglie, le passeggiate sul Lungomare di Torre Vado e l’immancabile seduta al bar per un “caffè caldo in ghiaccio” o per uno spumone.

Eppure, ogni giorno la Puglia è sulla mia tavola: con le cipolle e la salsa dei pomodori di Margherita di Savoia, con i carciofini di San Ferdinando di Puglia, l’olio di Bitonto, le friselle di Bagnolo del Salento e il pane che faccio con le farine di grani antichi di Poggiardo. E che dire poi dell’insostituibile caffè di Lecce e delle zucchine e dei peperoni secchi di Torrepaduli.

Negli anni passati, quando ai miei ragazzi spiegavo “A Zacinto” di Ugo Foscolo, dovevo trattenere qualche lacrima: “Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque / Zacinto mia…”. Vorrei, in un giorno lontanissimo, trovare quiete a “’u mare spunnatu”, cullato dal vento della tramontana alla luce intermittente del faro di Santa Maria de Finibus Terrae.