Sono Antonio Valenziano, sono di Trani e vivo a Trieste da circa vent’anni. Due città di mare, due venti che soffiano forti: la bora qui, la brezza leggera dell’Adriatico laggiù. Ma il mio cuore ha un punto fermo, e si chiama Trani.
La Puglia che mi manca ha il colore dorato della pietra della Cattedrale di Trani, che al tramonto sembra accendersi e specchiarsi nel mare. È un’immagine che porto dentro: quel profilo maestoso affacciato sull’acqua, simbolo silenzioso delle mie radici. Ogni volta che torno, è lì che mi sento davvero a casa.

Mi manca la Festa patronale di San Nicola, l’emozione delle luminarie, le strade piene di gente, le bande che suonano e quel senso di appartenenza che ti avvolge e ti fa sentire parte di qualcosa di più grande.
Mi manca la pasta al forno alla tranese della domenica, il profumo che riempiva la casa, le tavolate lunghe, le chiacchiere che si intrecciavano alle risate. Sapori semplici, ma impossibili da replicare altrove, perché dentro c’era l’amore, c’era la famiglia, c’era la mia terra.
Proprio per questo, anche vivendo a Trieste, ho voluto portare un pezzo di Puglia nella mia quotidianità con la mia panzerotteria, che ho chiamato “Euz”: un intercalare del dialetto tranese che esprime stupore, meraviglia ed entusiasmo. È l’esclamazione che ti viene spontanea davanti a qualcosa di buono, di bello, di autentico. A Trieste ho costruito la mia vita, ma le radici non si spostano.
Antonio Valenziano

