Dieta mediterranea, modello di riferimento contemporaneo o patrimonio culturale da celebrare?

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Interviste a Giovanni Pizzolante e Marco Cataldo, rispettivamente ideatore e componente del Comitato Scientifico di “FoodExp”, l’evento tenutosi a Lecce che attraverso approfondimenti tematici e contributi di alto profilo esplora l’evoluzione della cucina e della gastronomia nazionale e internazionale

Giovanni Pizzolante, ideatore FoodExp

Il 2 e 3 novembre scorsi il Chiostro dei Domenicani a Lecce ha ospitato il Forum Internazionale dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, ideato e sostenuto dalla Sinext di Giovanni Pizzolante.

La manifestazione si è incentrata sul tema Matrix, un progetto di esplorazione di cucina trasversale, di intreccio di culture, luoghi, sapori allo scopo di costruire una sinergia tra tradizione, ricerca e creatività. In questo contesto, si fanno spazio anche le tradizioni regionali, la valorizzazione del patrimonio enogastronomico pugliese, le imprese del territorio, percorsi di formazione pensati per le scuole.

Il programma ha previsto talk, panel di approfondimento, cooking show, degustazioni, chef table, concorsi, momenti formativi, cene-evento.

In Puglia Tutto l’Anno ha incontrato Giovanni Pizzolante, che con grande disponibilità ha affrontato i temi legati alla valorizzazione dell’enogastronomia pugliese.

La dieta mediterranea è ancora un valore di riferimento per la giusta alimentazione o rischia di rimanere un patrimonio culturale da celebrare?

Noi abbiamo a che fare con la dieta mediterranea tutti i giorni ma dobbiamo alimentare l’informazione del valore proprio per educare, per inserire questo concetto non solo come elemento della nostra vita sociale naturale e della famiglia in generale, perché noi abbiamo i nostri genitori o noi che comunque proponiamo nella nostra alimentazione già prodotti legati al mondo della dieta mediterranea. Indirettamente non conosciamo il potenziale di questo prodotto, di questo nome, di questa identità che può essere divulgato in tutto il mondo e valorizzato in un certo modo proprio per farlo diventare una destinazione del mondo come regione. Quindi stiamo lavorando proprio con HackFest, che avverrà in questo momento, per definire quelli che sono i concetti principali con sei temi e dare, costruire, scrivere un elemento di prodotto, un elemento di relazione descrittiva di quelli che sono i potenziali e i valori di questo progetto.

Come far apprezzare alle nuove generazioni il valore della dieta mediterranea?

È un concetto di continua attività informativa e promozione dello stesso. Oggi (il 3 novembre, ndr) 12 ragazzi dell’Istituto Olivetti all’interno di tavoli con professionisti hanno avuto la possibilità di capire e concepire i concetti di processo, metodologia e valore. I giovani devono quindi assolutamente integrarsi e aprirsi a nuovi concetti di formazione. Proprio nelle scuole deve diffondersi un concetto di interpretazione, studio ed educazione alla vita e al progetto della dieta mediterranea.

Qual è il ruolo dei prodotti pugliesi nella dieta mediterranea?

Il ruolo propriamente tipico è legato alle caratteristiche della bontà di questi prodotti: princìpi di naturalezza, spontaneità e cultura agricola. Non facciamo fatica, sono già presenti da anni sul territorio. Siamo noi a dover cambiare l’approccio comunicativo, valorizzarne l’uso e trasformarlo in un prodotto di branding in tutto il mondo… con destinazione Puglia.

Marco Cataldo, ingegnere informatico e responsabile Processi formativi ITS Academy, sottolinea l’importanza dell’innovazione e del digitale nel settore della ristorazione.

Che ruolo può avere l’impatto educativo e formativo rispetto all’educazione alimentare delle nuove generazioni?

Sicuramente un doppio ruolo. Da un lato, se vogliamo raccontare il brand Puglia, ci sono il mare, questo splendido sole e soprattutto la nostra dieta mediterranea. Ma non è importante solo il cosa raccontiamo ma il chi lo racconta.

E per raccontare alle nuove generazioni bisogna utilizzare il loro linguaggio, i loro canali. Per trasmettere l’importanza della dieta mediterranea è fondamentale partire con la formazione da piccoli e insegnare che mangiare bene significa vivere bene, stare bene. Significa aumentare la qualità della propria vita e anche aumentare la qualità della vita di un territorio che ha una forte attrazione turistica, soprattutto per il suo cibo, che è quindi una delle componenti fondamentali. I nostri ragazzi di oggi possono essere i testimoni di domani di quanto sia importante avere un corretto approccio al cibo e alla dieta mediterranea.

In che modo gli strumenti digitali possono coinvolgere le nuove generazioni rispetto alla sana alimentazione?

Questo è un tema cruciale. Il digitale è fondamentale perché digitale significa raccontarlo online e ricevere una recensione. È un aspetto fondamentale del marketing del cibo ma anche per la dieta mediterranea ricopre un aspetto estremamente importante. Non avere oggi un approccio alla cultura digitale significa non abitare il mondo che ci circonda. È necessario approcciarsi alla cultura digitale per raccontare contenuti.

Penso a tante belle esperienze che vediamo nel mondo, con musei dai grandi numeri che accolgono tantissimi ospiti e visitatori. Sono musei a contenuti digitali, esclusiva e unica attrazione. Non si abbia timore che il digitale possa snaturare i contenuti. È poi fondamentale anche il mondo dei dati perché se non sappiamo chi viene in questo territorio, che cosa cerca e che cosa ci racconta, che feedback lascia, non possiamo raccontare la Puglia che vogliamo. Quindi, attraverso il digitale si raccolgono e analizzano i dati per raccontarsi meglio. Perché non basta soltanto elaborare contenuti: bisogna anche mettere le persone nelle condizioni di saperli raccontare.

Laura Mancini

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