I Colori dell’Energia, Decaro protagonista della seconda giornata a Brindisi

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Tra i temi al centro del Congresso transizione energetica e futuro industriale

Il futuro energetico della Puglia protagonista a Brindisi, nella seconda edizione de “I Colori dell’energia – Transition & Supply Chain”: il Congresso si svolge dal 15 al 17 ottobre presso il Castello Alfonsino – Forte a Mare di Brindisi e propone le nuove sfide della riconversione industriale, della competitività delle imprese e della salvaguardia dell’occupazione.

L’iniziativa riunisce istituzioni, imprese e operatori del settore per discutere di sicurezza degli approvvigionamenti, nuove tecnologie e opportunità di sviluppo legate alla transizione energetica.

È in questo scenario che si inserisce la partecipazione del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. La transizione energetica, secondo Decaro, può contribuire a rafforzare la competitività del sistema produttivo, riducendo i costi per famiglie e imprese e favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie. Il governatore pugliese ha affrontato anche il tema delle proteste degli autotrasportatori e della situazione dell’ex Ilva, richiamando le preoccupazioni per il lavoro e per la città di Taranto.

Relatori della giornata di oggi anche: Andrea Prete – Presidente UNIONCAMERE, Jacopo Cosso – Head of Data Center A2A, Davide Colucci – Direttore Sviluppo Nuovi Business Edison Spa, Alessandro Curioni – Fondatore e Presidente DI. Gi Academy. In rappresentanza delle Istituzioni: Sebastiano Leo – assessore al Bilancio e al Personale della Regione Puglia, Riccardo Amirante – Politecnico di Bari, Daniele Martello – Università del Salento.

In Puglia Tutto l’Anno, presente all’evento ha incontrato e dialogato con il Presidente dell’associazione I Colori dell’Energia, Gabriele Menotti Lippolis, componente del Comitato Tecnico Energia di Confindustria e Vicepresidente di RetImpresa.

“La cosa principale è costruire filiere industriali, costruire filiere energetiche. Noi abbiamo lavorato sull’intero rapporto che presentiamo oggi qui al Castello Alfonsino con tutto il Comitato Scientifico dei Colori dell’Energia e con tutta le università e gli altri partner per comprendere e capire come le piccole e le medie imprese insieme alle grandi imprese possano costruire queste filiere energetiche.

Noi dobbiamo fare impianti, ma dobbiamo il giorno dopo aver finito gli impianti non lasciare che si rimanga con nulla, ma lasciare impianti che poi vengono manutenuti e comunque delle filiere che possono avere la possibilità su vari territori e andando anche altrove di poter lavorare e quindi creare occupazione. Creare occupazione significa sia per le giovani generazioni, ma mi sento di dire occupazione anche per coloro che non hanno più un’età molto giovane ma con un re-skilling magari possono andare a ricoprire questi nuovi mestieri dell’energia. Sono nuovi mestieri, per alcuni versi abbiamo già delle professionalità, del know-how, delle competenze, per altri dobbiamo costruire ex-novo e su questo penso che dobbiamo lavorare sempre guardando al mix energetico e quindi questo mix energetico deve poterci dare un’autonomia, un’indipendenza energetica di questo paese che è un paese industrializzato, un paese moderno, un paese innovativo che vuole continuare ad essere”.

Gabriele Menotti Lippolis con Lucio Catamo

Sulla strategicità della Puglia nella produzione energetica Alessandro Curioni, Fondatore e Presidente Di. Gi. Academy:

“Il problema grande secondo me è sempre quello delle infrastrutture. Storicamente in Italia noi abbiamo queste grosse difficoltà. Sarà perché siamo fatti strani, siamo lunghi, abbiamo gli Appennini in mezzo, le abbiamo un po’ tutte noi. Quindi secondo me il primo passaggio è l’infrastruttura di collegamento interno, rapidità, e poi sfruttare il mare il trasporto marino, quello secondo me meriterebbe un’attenzione, considerando che i porti non sono quello che manca. L’energia poi, ovviamente di questi tempi soprattutto, è un po’ l’elemento chiave. Si parla di quello e peraltro, se ci pensiamo per un istante, il tema della digitalizzazione alla fine poggia sulla grande disponibilità dell’energia elettrica. Io posso fare i data center ma se non ci faccio le centrali queste non funzionano. In Lombardia, da dove io vengo, si parla per esempio di una richiesta di 41 gigabyte per i prossimi 60 data center. Considerate che la Lombardia più o meno ne consuma 45, il raddoppio. Se riproponiamo questa cosa in altre regioni italiane chiaramente diventa strategico: l’infrastruttura, il trasporto, il collegamento. “

E rispetto al contributo della Puglia sulla produzione energetica nazionale, illustra gli strumenti che possono aiutare le imprese locali in termini di maggiore competizione e stabilità dei costi:

“Purtroppo qui il problema grande del nostro Paese è quello che noi le risorse dobbiamo andarle a comprare altrove. Vuoi perché ci sono state politiche industriali che hanno portato a delle scelte, penso al nucleare del 1986, quindi non riusciamo a essere autonomi da questo punto di vista.

Il punto vero può essere quello di rafforzare delle partnership con quei paesi che ci possono fornire l’energia e soprattutto il tema della distribuzione. Intendo dire che la distribuzione in Italia è basata su una rete che credo sia ormai arrivato il momento di rinnovare. Per rinnovare una rete elettrica ci vuole tempo e soprattutto tanto denaro”.

Alessandro Curioni e Lucio Catamo

L’assessore regionale Sebastiano Leo, sulla storia industriale ed energetica di Brindisi e sui possibili investimenti per trasformare il territorio pugliese anche in termini di preparazione e formazione per le nuove generazioni:

“Sì, è chiaro che il mondo si sta evolvendo in una maniera incredibile. Le nuove tecnologie hanno portato a orientarsi verso fonti rinnovabili diverse e importanti, creando come ho detto prima un mix importante e tenendo conto chiaramente dell’inquinamento, della salute e delle nuove professioni che sono assolutamente indispensabili e necessarie per orientare anche il mercato del lavoro. Quindi dobbiamo sicuramente fare formazione, dobbiamo orientare i giovani ai problemi dell’energia perché sono temi che riguardano tutti quanti noi.

L’orientamento deve essere quello delle figure STEM, tutte quelle attività tecnicamente importanti, così i giovani dovrebbero essere orientati e soprattutto dovremmo appassionare e fare appassionare i giovani a queste nuove attività, a queste nuove attività di formazione. Quindi siamo convinti che avere la possibilità di fare una buona formazione, orientare sin dalle scuole medie e superiori, dai licei, dai tecnici, all’università ma anche all’ITS è fondamentale.”

Sebastiano Leo con Lucio Catamo, Editore di In Puglia Tutto l’anno

Davide Stasi, Data analyst, giornalista e relatore della tavola rotonda della mattinata illustra i vantaggi di investire nelle energie rinnovabili senza impattare con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura e delle identità locali pugliesi:

“Dobbiamo considerare che le energie rinnovabili rappresentano il futuro. Non possiamo pensare più di dipendere dalle fonti fossili. Poi bisogna comunque conciliare sicuramente quello che è l’impatto che possono avere fotovoltaico, eolico e altre energie rinnovabili sul territorio, ma non possiamo ormai più pensare che il nostro futuro sia dipendente come lo è stato finora da fonti fossili.

Per quanto riguarda il discorso di come conciliare anche il discorso turistico rispetto a quello che può essere un impatto ambientale e paesaggistico delle fonti rinnovabili, dobbiamo comunque considerare che sono fattori che possono determinare nel lungo termine sicuramente dei vantaggi in temini ambientali anche nel lungo termine.

Quindi il fatto, ad esempio, di avere dei paesaggi che sono oggi occupati da fonti rinnovabili come parco eolico, come fotovoltaico, rappresenteranno comunque una parte essenziale del nostro sviluppo territoriale”.

Davide Stasi con Lucio Catamo

Laura Mancini

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