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martedì, Ottobre 4, 2022

A Serrano la XXVI edizione dell’Olio della poesia

L’ Olio della poesia, uno degli appuntamenti più attesi e radicati nella cultura salentina, è arrivato alla XXVI edizione.  Domenica, 31 luglio, alle 21, a Serrano, frazione di Carpignano salentino, in piazza Lubelli la manifestazione che quest’anno premierà la poetessa e giornalista di Rai 3 Maria Grazia Calandrone. Scrive di lei Elisabetta Liguori nel quaderno che come consueto sarà offerto al pubblico: «Ho sempre sospettato che la poesia di Maria Grazia Calandrone fosse misericordiosa, ora, dopo anni che la leggo e l’ascolto e la amo, ne ho piena certezza: a leggerla ci si sente perdonati e nutriti. Diversa da molte altre, la sua poesia è capace di creare un Noi dove prima non c’era, per questa ragione l’ho sempre letta con una sete, una fame e un desiderio, che percepivo unici e miei, pur essendo di tutti. Le parole poetiche della Calandrone non sono solo parole, sono azioni: modificano ciò che pronunciano. Abbracciano. Sono una carezza sulla testa».

Maria Grazia Calandrone ha scritto numerosi libri, ha realizzato per Corriere TV dei videoreportage sull’accoglienza ai migranti “I volontari”, e “Viaggio in una guerra non finita”, su Sarajevo. Tiene laboratori di poesia in scuole pubbliche, carceri, DSM. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Dessì, Europa, Lerici Pea, Metauro, Montale, Napoli, Pasolini, Trivio per la poesia, Bo-Descalzo per la critica letteraria.

 

L’edizione 2022 del Premio, diretto dal 1996 fino al 2021 dal poeta Peppino Conte, da quest’anno  si apre a un nuovo cammino, a un pensiero corale che coinvolge, a cura del Polo Biblio Museale di Lecce, la rete delle Biblioteche della Grecìa Salentina che divengono attivi “Laboratori e Osservatori di Poesia”, uno sguardo aperto alle tante possibili declinazioni della poesia.

Da questa coralità deriva la scelta delle candidature per due altri premi: il  Salento d’Amare e il Premio Millennium, promosso dall’Amministrazione Comunale di Cursi.

Il primo andrà alla  Fondazione SYLVA, presieduta da Luigi de Vecchi, gruppo di riflessione e di lavoro,testimone del drammatico degrado ambientale subito dal Salento negli ultimi 10 anni a causa dell’epidemia degli ulivi. Il secondo, promosso dal Comune di Cursi,  agli allievi del Liceo coreutico, musicale, artistico audiovisivo e multimediale “Enrico Giannelli” di Parabita, interpreti e “artefici” del film documentario “Terra di Mezzo” condotto nella sua realizzazione da Edoardo Winspeare e prodotto dall’Istituto guidato dal dirigente scolastico Cosimo Preite.

 

Alcune note sulla serata

L’appuntamento di domenica 31 luglio sarà condotto dalla giornalista Stefania Della Tomasa. Dialogheranno con Maria Grazia Calandrone, Simona Cleopazzo e Simone Giorgino. Voci della serata: Cristina Carlà, Enzo Marenaci e Piero Rapanà per un omaggio dedicato alla memoria del poeta Roberto Vantaggiato.

Agli ALLA BUA sono affidati gli interventi musicali della serata.

La cura è di Mauro Marino.

 

L’olio della poesia nel racconto di Peppino Conte

“L’idea de “L’Olio della Poesia” è nata in una sera d’estate del lontano 1995, nell’atrio di Palazzo Lubelli in Serrano di Carpignano Salentino, durante un incontro di poeti e musicisti salentini, promosso e patrocinato dall’Assessorato di quel Comune, assessore Osvaldo De Donno, e voluto e organizzato da chi qui scrive.

Il titolo dell’iniziativa, che ebbe notevole successo e che vide la partecipazione – inaspettata – di un pubblico interessato e numerosissimo, era “La poesia e il suono”.

Destò tanto interesse che ad uno degli intervenuti (non uno qualsiasi, ma a Giovanni Invitto, filosofo e docente universitario presso l’Ateneo Salentino, oltre che – a quel tempo – assessore provinciale con delega alla Pubblica Istruzione) venne in mente, e lo disse pubblicamente, che si impegnava in prima persona di considerare quella esperienza il presupposto di una manifestazione più corposa, più ampia, per creare un momento e un’occasione importante per la cultura non solo salentina. Così fu!

L’anno successivo – dopo alcuni incontri preparatori avvenuti nella sede del Comune di Carpignano e nel mio studio presso la Provincia di Lecce, con il professore Invitto, il professore De Donno e con la partecipazione dei più qualificati esponenti della cultura salentina e del mondo accademico – si varò il debutto della manifestazione. Nelle prime edizioni, oltre al Comune di Carpignano, attiva è stata la collaborazione finanziaria della Provincia di Lecce e di altre istituzioni pubbliche. Successivamente è stato il Comune di Carpignano ad organizzarla e a finanziarla totalmente, continuando ad affidare – a titolo gratuito – con deliberazione di giunta la direzione artistica dell’intera manifestazione a me, Peppino Conte.

Il titolo “L’Olio della Poesia” è un sincretismo, condensa in sé  significati e metafore, cogliendo e coniugando i nessi storici e letterari, reali e fantastici, ambientali e magici, economici e umani propri della nostra regione salentina. Un territorio che vive eternamente gli ossimori di un’esistenza che ha saputo sempre partorire, con laboriosità e con sacrificio, testimonianze indelebili di impegno, di produttività, di maturità, di fantasticheria.

In questo contesto è nata la manifestazione che da ben 25 anni si svolge nel borgo di Serrano, alla fine di luglio di ogni anno, nella splendida Piazza Lubelli. Tante sono le persone che ormai non solo dal Salento, ma anche da fuori regione, partecipano con vivo interesse all’appuntamento.

Uno degli obiettivi principali che fu posto nelle discussioni fondative fu quello di voler sdoganare la Poesia dai cenacoli intellettuali, pane dei soli poeti e degli studiosi. C’era la necessità di tirarla fuori dalle accademie e dai salotti per portarla nel posto più idoneo all’incontro delle persone: la Piazza; il cuore della comunità, dove si sta con gli amici a parlare dei problemi quotidiani, dove ci si stringe la mano e insieme si prende un caffè.

In quelle riunioni parve subito originale e unica l’idea di premiare il poeta invitato offrendo dell’olio extravergine di olive prodotto dai nostri coltivatori, oltre ad un breve soggiorno nel Salento. Il poeta – da parte sua – avrebbe donato al Salento i suoi versi, pubblicati in un quaderno, stampato in mille copie numerate e fuori commercio, distribuito gratuitamente la sera della manifestazione. L’Olio della Poesia è così diventato una particolare forma di baratto, che ha visto in Serrano la presenza dei più importanti poeti italiani, ma anche alcuni dei più noti poeti internazionali.

Gli obiettivi che avevamo e che sono stati raggiunti, erano non solo promuovere la Poesia e portarla tra la gente, condividerla con i giovani e i ragazzi, ma anche dare visibilità al territorio nei suoi diversi aspetti: turistici, economici, artistici, ambientali, ma, soprattutto, umani.

Da questa esperienza, ormai consolidata e attesa anche dai tanti turisti che affollano il Salento, L’Olio della Poesia è divenuto punto di riferimento della operosità culturale del nostro territorio se è vero, com’è vero, che l’iniziativa stessa è divenuta la più importante del Salento e una delle più importanti del meridione d’Italia che riguarda la poesia e i poeti.

Ecco le caratteristiche di una manifestazione di poesia che non si ferma solo alla poesia – anche se la poesia vive in pieno – ma che si nutre di entusiasmi, di antiche abitudini, di antiche amicizie, di antichi sapori, di luce soprattutto e colori tutti salentini eppure universali, di parole, di suoni, di profumi.

Ecco la vera anima di un impegno che tende a stimolare le coscienze e ricercare il vero senso della bellezza, a colorare in ciascuno il percorso del proprio viaggio interiore, i propri sogni, a snellire le tante ansie; a ritrovare in ogni alba, anche se dura e faticosa, la gioia di vivere, l’assoluta necessità di superare anche le immancabili sconfitte.

Ecco la necessità della poesia, dell’olio. Ecco il necessario metabolizzarsi di due alimenti che nutrono allo stesso modo l’anima e il corpo e rendono l’Uomo elemento centrale del viaggio verso la conoscenza e soprattutto verso l’autoconoscenza, cosa quest’ultima assai importante”.

Nella fotografia Peppino Conte ritratto da Daniele Coricciati

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