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martedì, Ottobre 4, 2022

La Rotta dei Due Mari Con un sassolino in tasca da Polignano a Taranto  

 

Scrittore, operatore culturale

di Francesco Paolo Pizzileo

La Rotta dei Due Mari è una delle più avvincenti e irrinunciabili esperienze di cammino slow, da fare in Puglia a piedi o in bicicletta, un cammino nato per valorizzare un nuovo modello di turismo esperienziale che permette di conoscere le aree rurali e costiere in tutta tranquillità, godendo da vicino della bellezza, dell’ottima cucina, della compagnia della gente sempre ospitale e della natura incontaminata. Insomma, è un percorso che richiede un certo impegno fisico, ripagato però da un’esperienza di cammino indimenticabile.

La mappa della rotta

Il percorso, che unisce per 132 km il Mar Adriatico e il Mar Ionio, offre la possibilità al camminatore o coaster di godere di tutte le meraviglie, dal mare ai trulli, dalla cucina locale alle varie bellezze disseminate lungo i più suggestivi paesaggi della regione più a Oriente d’Italia.

Ideatori di questo cammino sono i pugliesi Elio Roma e Francesco Consoli. L’idea del progetto nacque nel 2017 quando, attraversando l’Italia Coast to Cost, nei 410 km a piedi che separano Ancona da Orbetello, i due compagni di viaggio ragionarono sulla possibilità di costruire un cammino che potesse unire in Puglia l’Adriatico allo Ionio. Seguirono due lunghi e faticosi anni di studio del percorso, infine nel 2019 i due fondatori presentarono ufficialmente la Rotta dei Due Mari alle istituzioni e alla stampa.

Castellana, la Grotta Bianca

Da allora centinaia di coaster hanno percorso in solitaria o in compagnia le sei tappe del cammino vivendo un’esperienza unica e indimenticabile. Una delle più avvincenti è narrata in un libro scritto da Gabriella Petino, un romanzo in cui la protagonista affronta le sue paure e trova la via per la sua rinascita percorrendo la Rotta dei Due Mari. Degna di menzione è anche la notizia di una studentessa universitaria di Crispiano che negli USA ha discusso la tesi sul cammino che va da Polignano a Taranto. Il camminatore, munito di un passaporto da timbrare in ogni paese, ha la piacevole opportunità di essere ospitato nelle strutture convenzionate dove cenare e dormire.

Il cammino di Enzo e Francesco è ben segnalato da una fascia di colore rosso blu e dagli adesivi con il simbolo dello Spartano il cui significato è da ricercare nell’intento dei due fondatori di fare conoscere le bellezze della Puglia più autentica dall’Adriatico e l’intera Valle dei Trulli fino a risplendere nella città bi-mare di Taranto, capitale della Magna Grecia, unica colonia Spartana fondata da Falanto nel 706 a. C.

Seguendo il tracciato si visitano borghi dalla bellezza unica al mondo come Polignano a Mare, Castellana Grotte, Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Crispiano, Taranto.

Punto di partenza dell’itinerario è Polignano a Mare.

Terra di Domenico Modugno, a cui è dedicata una statua realizzata da Hermann Mejer, Polignano è oggi nota anche per la posizione a picco sul mare che la vede protagonista di una delle più spettacolari manifestazioni sportive di tuffi al mondo.

Da Polignano a Mare, la Rotta dei Due Mari, si snoda lungo antichi tratturi e grotte rupestri, fitti boschi e contrade popolate da secolari uliveti, masserie e muretti a secco.

Con la prima tappa il camminatore raggiunge Castellana Grotte, capitale indiscussa delle più belle grotte carsiche di Europa: la Grotta Bianca, la chiesa della Madonna della Grotta, il Santuario della Madonna della Vetrana.

La seconda tappa conduce ad Alberobello, dove si possono ammirare i famosi trulli, più di mille, e il celebre centro storico, Patrimonio dell’Unesco.

Da qui il coaster procede in direzione Locorotondo dove, superando Contrada Coreggia e un tratto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, il più lungo al mondo, passa dal candore dei trulli a quello delle tipiche case con tetti a “cummerse” di uno dei borghi più magici della Puglia.

Camminando tra i Trulli di Alberobello

Il percorso della Rotta dei Due Mari non finisce qui: la tappa successiva è uno dei paesi più signorili della Valle d’Itria che sorge sulle propaggini meridionali delle Murge, Martina Franca, con la sua Basilica di San Martino, in stile Rococò, dal 2002 dichiarata dall’Unesco monumento “messaggero di una cultura di Pace”.

Il percorso prosegue lungo sentieri che conducono nella riserva naturale regionale orientata del Bosco delle Pianelle dove nell’Ottocento trovarono rifugio numerosi briganti; in uno scenario selvatico e senza tempo in cui la mano della natura e quella dell’uomo si fondono fin dalla preistoria, il coaster entra passo dopo passo a Crispiano, paese delle Cento Masserie insignito del prestigioso riconoscimento di “Destinazione Europea di Eccellenza per il turismo e la gastronomia locale”.

E siamo finalmente giunti alla sesta e ultima tappa, che da Crispiano porta a Taranto.

Il passaggio alla città dei due mari è speciale perché ci si ferma prima su un promontorio dal quale è possibile ammirare un emozionante panorama di una bellezza incredibile con il sole che dolcemente si spegne sullo sfondo dello splendido Golfo di Taranto che, nelle belle giornate, unisce con lo sguardo l’arco ionico della Puglia ai Monti del Parco Nazionale del Pollino; poi si prosegue in direzione Statte camminando a passo lento e attento sul ciglio delle profonde gravine e tra gli arbusti della macchia mediterranea.

Sebbene l’Ilva sia visibile in linea d’aria, il coaster se ne discosta percorrendo un’enorme distesa pianeggiante coltivata principalmente a ulivi che lo accompagna fino alla foce del fiume Galeso, decantato dai classici della letteratura, e poi ancora lungo le sponde del Mar Piccolo: da qui si può già intravedere la meta finale, cioè il Ponte Girevole e il Monumento al Marinaio.

C’è una storia che ogni coaster conosce e rinnova ad ogni cammino come fosse un rituale: quella di prendere un sassolino a Lama Monachile di Polignano a Mare, di portarlo con sé per tutto il cammino e di lanciarlo nel Mar Ionio appena giunti al monumento al Marinaio di Taranto. Il sassolino è la metafora efficace dei pesi della vita che si lasciano alle spalle con il cammino ma è anche l’elemento etico che unisce simbolicamente nella pace l’Oriente e l’Occidente.

La Rotta dei Due Mari è un cammino per tutti. Non ci sono grossi dislivelli nel tragitto, il fondo dei sentieri è prevalentemente terroso e non è tecnicamente impegnativo in condizioni normali.

Un esempio da seguire è quello di Carlo Cassani, bolognese classe 1936 verniciatore nella vita, atleta nell’animo, famoso nel mondo dei cammini per avere percorso per 10 volte di seguito la Via degli Dei e una volta il Cammino dei Borghi silenti! Ora ad 86 anni ha messo lo zaino in spalla e ha percorso la Rotta dei Due Mari.

Pubblicato il 02 giugno 2022 alle ore 13:44

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